La Respirazione Diaframmatica

La Respirazione Diaframmatica

 

La prima cosa da capire è che il tessuto muscolare in tensione o rilassato, – non c’è nulla tra di loro.
Quando si espira. I muscoli intercostali vanno verso l’esterno, provocando l’espansione dei polmoni attaccati alle costole.

Allo stesso tempo il diaframma si contrae. Nel suo stato di rilassamento, il muscolo della membrana si trova sopra la regione addominale attaccata alla parte inferiore dei polmoni e dello sterno.
Mentre si espira il tono muscolare si appiattisce, tirando i polmoni verso il basso.
L’espansione combinata dei polmoni fuori e in basso provoca la caduta della pressione dell’aria all’interno dei polmoni e l’aria esce fuori .
La tensione dei muscoli intercostali e del diaframma provoca un’espansione visibile del midollo spinale e anche della regione addominale, dove il diaframma spinge contro lo stomaco e gli intestini, che a sua volta spingono verso l’esterno la parete addominale. Tuttavia, la maggior parte dell’espansione avviene nel petto, dove la maggior parte dell’aria va.

La respirazione, principalmente e’ il rilassamento .
Prendiamo aria, ei nostri nervi o sensori ci fanno sapere quando i polmoni sono pieni. Possiamo mantenerlo, fintanto che lo facciamo con i muscoli.
Con una gola aperta e rilassata possiamo espirare in qualsiasi momento, o iniziare una nota sullo strumento con una leggera corsa della lingua. Per espirare, semplicemente rilassare i muscoli. L’elasticità naturale dei polmoni li colpisce e l’aria esce.

Il “lasciare andare” dell’aria, ma ovviamente, se abbiamo appena espulso tutto in una volta, non saremmo lontani dalla tromba! Ciò che è necessario è un controllo molto fine dei muscoli intercostali. Non lasciamoli andare tutti in una volta, stiamo ben eretti in tensione .
Non possiamo farlo con consapevolezza, ma dobbiamo fare affidamento sui nostri obiettivi musicali per decidere il rilascio dell’aria. La tendenza è verso il sovra-controllo e la costrizione del flusso d’aria in gola o con la lingua. Ricorda che l’insipirazione è principalmente il rilassamento, e si può solo lasciare che accada.

 

 

Dopo aver capito bene la respirazione che e’ l ‘ A B C di tutto , possiamo ora passare per il piccolo apprendimento e approfondimento dell espirazione dell’aria verso la tromba e la sua proiezione.

Abbiamo la tromba, siamo davanti lo specchio, ora con la postura eretta,immettiamo l aria senza contare perche’ gia’ abbiamo immagazinato la tecnica , percio’ sara’ automatica la cosa e puntiamo con il labbro nel bocchino attraverso il suo forellino l ‘ aria .
Concentrazione massima 1) sentire se l’aria non cambia il flusso della espirazione .
2) morbidi con le vostre labbra
3) dal momento che state proiettando il fatidico suono, mettere le labbra come pronunciate un TU.

inspirare e mentre epirate mettete il labbro superiore e inferiore con la pronuncia del ( TU )

Abbiamo allora rimosso lo strumento, tenendo solo il bocchino, ed abbiamo chiesto allo strumentista di suonare il bocchino come se vi fosse anche la tromba attaccata, e riprodurre una piccola porzione di scala. Il bocchino ha una forma adatta a facilitare la vibrazione delle labbra a diverse frequenze. Dall’analisi del sonogramma appare evidente che lo spettro del sistema labbra + bocchino, che pure possiede già componenti parziali in rapporti interi (cioè armonici), è anche caratterizzato da larghe bande rumorose sostanzialmente indipendenti dalla nota suonata. Per es. l’ultima nota, un Do4 a circa 522 Hz possiede chiarissime righe a circa 1044 Hz, 1566 Hz, ecc., ma anche una banda larga circa 2 kHz attorno ai 2500 Hz, una larga circa 4 kHz attorno ai 3 kHz, un’altra larga 1600 Hz attorno a 8100 Hz, ecc. Le bande rumorose sono, a loro volta in approssimativa serie armonica tra di loro, e corrispondono ad una fondamentale attorno ai 2100 Hz.

La sorgente delle oscillazioni
• In tutti gli ottoni la sorgente primaria dell’oscillazione sono le labbra dell’esecutore spinte dal fiato. L’imboccatura dello strumento facilita la loro oscillazione, e incanala l’onda di pressione generata nel tubo risonante.
• La frequenza fondamentale di risonanza delle labbra normalmente deve corrispondere alla frequenza di risonanza del tubo, perché l’accoppiamento tra le labbra e l’aria nel tubo sonoro è piuttosto debole. Tuttavia la frequenza di risonanza di tutto il sistema può essere aggiustata dall’esecutore modificando la tensione delle labbra.
• Ad una tensione maggiore corrisponde una costante elastica maggiore, e quindi una frequenza di oscillazione più elevata.
Per una illustrazione pratica di quanto esposto in questo paragrafo si vedano gli esempi acustici nei paragrafi soffiare non basta e Il suono della tromba… senza la tromba

 

Vai alla barra degli strumenti